Bilancio Salis, il centrodestra all’attacco: «Irpef al massimo, stangata su pensionati e redditi medio-bassi»

I gruppi di opposizione in Consiglio comunale contestano il primo bilancio della nuova giunta: nel mirino il rialzo dell’addizionale Irpef con un’unica aliquota per tutti gli scaglioni, giudicata regressiva. Critiche anche sul metodo, sui precedenti aumenti di Imu, tariffe Amt e biglietti dei musei

Il primo bilancio di previsione firmato dalla giunta guidata da Silvia Salis accende lo scontro politico a Palazzo Tursi. Dopo la presentazione della manovra, le forze di centrodestra in Consiglio comunale hanno diffuso una nota durissima in cui esprimono «profonda preoccupazione e sconcerto» per l’impianto complessivo dei conti 2026-2028.

Secondo l’opposizione, il documento ruota «interamente attorno a nuove tasse», con l’aumento dell’addizionale comunale Irpef indicato come il vero cardine della manovra. In particolare viene contestata la scelta di portare l’aliquota al livello massimo consentito e di applicare un’aliquota unica a tutti gli scaglioni di reddito.
Per i gruppi di centrodestra, questa impostazione finisce per penalizzare soprattutto pensionati e nuclei con redditi medio-bassi: lo scaglione più alto, ricordano, era già soggetto all’aliquota massima, mentre l’uniformazione delle aliquote farebbe gravare il peso dell’aumento sulle fasce intermedie, in contrasto – sostengono – con le promesse di maggiore equità sociale avanzate in campagna elettorale dalla coalizione di centrosinistra.
Nel mirino anche il percorso amministrativo: l’opposizione segnala come, allo stato attuale, non risulti ancora formalizzato l’accordo con il Governo necessario a rimodulare l’Irpef comunale, paventando possibili criticità sul piano della legittimità dei provvedimenti se l’intesa non dovesse essere ratificata.
Il bilancio viene inserito in un quadro più ampio di scelte giudicate punitive per i cittadini. In poco più di cinque mesi di mandato, elencano i consiglieri di centrodestra, la giunta avrebbe già varato l’aumento dell’Imu (poi rivisto, ricordano, anche grazie alle pressioni dell’opposizione), il rincaro delle tariffe Amt e dei biglietti di ingresso ai musei civici. L’Irpef più alta per il 2026 sarebbe l’ultimo tassello di una sequenza che, a loro dire, smentisce gli impegni presi durante la campagna elettorale.
Gli esponenti dell’opposizione respingono poi l’idea che il nuovo assetto fiscale sia un’eredità delle amministrazioni precedenti, rivendicando come «ogni scelta assunta in questi mesi porti la firma esclusiva della giunta Salis e della sua maggioranza di centrosinistra». Da qui l’appello perché chi governa la città «si assuma fino in fondo la responsabilità politica delle proprie decisioni, senza cercare alibi».
I gruppi di centrodestra e il gruppo misto annunciano infine che continueranno a seguire passo passo l’iter del bilancio, promettendo «vigilanza, denuncia delle distorsioni e proposte alternative» nel corso del confronto in commissione e in aula.
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